Iperammortamento 2026
Fino al 180% di maggiorazione fiscale sui tuoi investimenti in beni strumentali 4.0
Finalità del bando
La Legge di Bilancio per il 2026 (Legge 199/2025) ha previsto il ritorno dell'Iperammortamento, già introdotto nel 2018 e abrogato nel 2022: un'agevolazione fiscale sugli investimenti in beni strumentali nuovi che premia le aziende che investono in crescita e sviluppo tecnologico.
Tecnicamente l'agevolazione si traduce in una variazione in diminuzione della base imponibile su cui si pagano le imposte dirette IRPEF e/o IRES e IRAP: alle aziende viene concesso di dedurre quote di costo extra rispetto a quelle effettivamente sostenute.
La misura sostituisce, per le sole società di capitali, l'IRES premiale rimasta in vigore un solo anno, ed è utilizzabile dal 2026, con effetti a partire dalla dichiarazione dei redditi 2027. È in vigore dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Chi può accedere a questo bando?
Possono beneficiare dell'Iperammortamento tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa che effettuano investimenti in beni strumentali materiali e immateriali destinati a strutture produttive ubicate in Italia, indipendentemente dal settore, dalla forma giuridica o dalla dimensione aziendale.
Il beneficio non spetta alle imprese:
- in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o sottoposte ad altra procedura concorsuale
- destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001
La spettanza del beneficio è inoltre subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Perchè scegliere questo bando?
Caratteristiche dell’agevolazione richiesta
L'Iperammortamento consente di ottenere una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile dei beni agevolabili, riducendo la base imponibile su cui si pagano le imposte. Le percentuali di maggiorazione sono differenziate per scaglioni di investimento. Il limite massimo di investimento agevolabile è di 20 milioni di euro per ciascun periodo d'imposta.
180% fino a 2,5 milioni di euro
Per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile è pari al 180%.
100% tra 2,5 e 10 milioni di euro
Per la quota di investimenti compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro, la maggiorazione scende al 100%.
50% tra 10 e 20 milioni di euro
Per la quota di investimenti compresa tra 10 e 20 milioni di euro, la maggiorazione è pari al 50%.
Spese Ammissibili
Attenzione: per accedere all'agevolazione è necessario che i beni siano compresi negli elenchi ufficiali allegati alla Legge di Bilancio 2026 e rispettino i requisiti di strumentalità, novità e territorialità.
Beni materiali 4.0 (Allegato IV)
Macchine utensili, robot, sistemi di automazione, magazzini automatizzati e beni strumentali interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Beni immateriali e software
Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione, la produzione, la gestione della qualità, la cybersecurity, l'AI e la trasformazione digitale dei processi produttivi.
Energia da fonti rinnovabili
Beni materiali per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo, compresi gli impianti di stoccaggio. Per il fotovoltaico restano validi i requisiti di provenienza UE ed efficienza dei moduli.
Frequently Asked Question
Rispondiamo alle tue domande
Le aliquote sono differenziate per scaglioni di investimento: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro, 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro. Il limite massimo di investimento agevolabile è di 20 milioni di euro per periodo d'imposta.
Sì, è generalmente cumulabile con altre misure agevolative nazionali o europee, a condizione che non vengano finanziate le stesse quote di costo e che la somma dei benefici non superi il 100% della spesa sostenuta. Non è invece cumulabile con il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 sugli stessi investimenti. A differenza di altre misure, non è soggetto al regime de minimis.
Gli investimenti agevolabili devono essere effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. La comunicazione di completamento al GSE deve essere trasmessa entro e non oltre il 15 novembre 2028.
La procedura prevede l'invio di 5 comunicazioni al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) tramite l'apposita piattaforma informatica: comunicazione preventiva, conferma dell'investimento, comunicazione periodica (entro il 20 gennaio di ogni anno), comunicazione integrativa (entro il 30 giugno successivo) e comunicazione di completamento (entro il 15 novembre 2028). Sono inoltre richieste una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile.
No. L'Iperammortamento ha assunto lo status di variabile non concordabile: può essere portato in diminuzione del reddito anche in caso di adesione al concordato preventivo biennale, senza alcuna penalizzazione per le decisioni di investimento in beni 4.0.
Verifica se i tuoi investimenti sono agevolabili
Ti supportiamo nell'individuare gli investimenti agevolabili, nella predisposizione della documentazione tecnica e contabile e nella gestione delle comunicazioni al GSE previste dalla procedura.
Iperammortamento 2026: beni agevolabili, aliquote e procedura in sintesi
L'Iperammortamento 2026, reintrodotto dalla Legge di Bilancio (L. 199/2025), premia le imprese che investono in beni materiali e immateriali 4.0 elencati negli Allegati IV e V, oltre che in impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. La maggiorazione fiscale spetta a prescindere dal luogo di produzione del bene, con l'unica eccezione degli impianti fotovoltaici, per i quali resta il vincolo di provenienza UE.
Per dare un'idea concreta del risparmio ottenibile: un investimento di 600.000 euro da parte di una S.r.l. genera una maggiorazione del 180% pari a 1.080.000 euro, con un risparmio IRES di circa 259.200 euro. Un investimento più rilevante, da 3.000.000 di euro da parte di una S.p.A., può generare fino a 1.200.000 euro di risparmio fiscale complessivo, pari al 40% dell'investimento.
Per ottenere il beneficio è necessario seguire una procedura articolata in 5 comunicazioni al GSE (Gestore dei Servizi Energetici), dalla comunicazione preventiva fino a quella di completamento, corredate da perizia tecnica asseverata e certificazione contabile. Overbi supporta le imprese in ogni fase, dall'individuazione degli investimenti agevolabili alla gestione degli adempimenti.